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Intervista – VASCO BRONDI: nel disco ho voluto seguire il ritmo della pazienza

C’è “Un segno di vita” nella musica italiana ed è proprio un segno luminoso, scintillante e vero quello lasciato da Vasco Brondi che torna con un nuovo album a distanza di tre anni dal suo ultimo disco (“Paesaggio dopo la battaglia” del 2021).

Con “Un segno di vita” Vasco Brondi racconta, ancora una volta, il suo viaggio ispirativo nel suo profondo, per avvicinarsi al suo nucleo, vedere cosa succede e condividerlo con gli altri.

Io mi sto rendendo conto di non avere il pieno controllo dei miei dischi. Me ne accorgo proprio quando inizio a raccontarlo e scopro cose nuove ogni volta che ci penso e ne parlo. 
Capisco solo dopo che quello che ho scritto nelle varie canzoni era necessario esprimerlo. Proprio per questo servono le canzoni . 

“Un segno di vita” è un disco diverso rispetto a quelli che avevo fatto nel passato.
Ho capito che mi piaceva sperimentare e in questo disco ho voluto rapportarmi alla forma canzone classica e vedere cosa succedeva, allargando i confini pur rimandoci dentro. 

Scritto da Vasco Brondi, “Un segno di vita” è un disco figlio della volontà di raccontare la contemporaneità, senza mai dimenticare la scintilla di eternità che deve esserci in ogni cosa.

Il grande lavoro fatto per il disco è stato soprattutto un lavoro di semplificazione. 
Per descrivere il concetto mi viene in mente una frase: mi scuso per la lunghezza della mia lettera, ma non ho avuto il tempo di scriverne una più breve.
Ecco il disco in qualche modo segue questo ossimoro. E’ già atipico metterci tre anni per fare un disco in questi tempi.
Ho voluto seguire il ritmo della pazienza. 

UN DISCO CHE E’ UN DIARIO 

Questo disco è popolato da persone, alberi, laghi e vulcani, tutti incontrati durante il corso delle sue sessioni di scrittura. Ci sono le città ma anche le montagne, le colline, la cascate, i laghi, il mare, le strade tortuose, i viali, le stelle e i fanali delle macchine.

Per registrarlo siamo stati in un rifugio di montagna a 2500 mt. 

Ne è valsa la pena. Parte del disco è stato registrato tra i boschi, il silenzio e l’armonia della montagna. 
Le canzoni sono trasparenti ed è entrata l’aria della montagna. 
Ma al tempo stesso il disco è stato registrato anche in uno scantinato di Milano, durante l’inverno della pianura padana.

Atmosfere diverse che sono servite entrambe per il risultato finale.

La novità di questo album si può scorgere a partire dalla musica e dalle produzioni che lo compongono, che segnano un nuovo tassello per quanto riguarda il percorso artistico del cantautore, sempre propenso ad evolvere e allargare i confini della sua musica.

COMPAGNI DI VIAGGIO 

Vasco Brondi per questo nuovo viaggio musicale sceglie infatti dei compagni di viaggio d’eccezione: hanno contribuito alla ricerca del sound perfetto per questo disco produttori e musicisti del calibro di Federico Nardelli, Matteo Cantaluppi e Federico Dragogna, eccellenze nel panorama musicale contemporaneo.

Con Nardelli, Cantaluppi e Dragogna abbiamo tanto in comune. Loro sono miei amici prima di tutto e io preferisco sempre lavorare con degli amici.
Noi tre abbiamo dei background molto simili, arriviamo dalle stesse storie sin da ragazzini. 
Un altro punto importante è che loro sono anche musicisti, sanno suonare tutti gli strumenti, oltre che essere produttori e questo è molto importante. 

UNA STRADA CHE NON CONOSCI 

Questo disco rappresenta per il cantautore l’inizio di un nuovo percorso rispetto a quello che lo ha condotto fino a qui 

E’ una strada che non conosco, ma percorrendola la costruisco.
E’ ogni volta come togliere uno strato ulteriore e andare più nel profondo, avvicinarsi al nucleo incandescente della Terra e di noi stessi e vedere cosa succede, condividerlo con gli altri”.

DISCO PIENO DI FUOCHI 

In “Un segno di vita” si possono scorgere tanti fuochi, che possono distruggere o illuminare, bruciare o scaldare. Le canzoni che lo compongono sono fatte di ritornelli cantati forte, della vita di Vasco Brondi degli ultimi anni e degli incontri che sono stati tradotti in musica.

Questo disco è pieno di fuochi, fuochi di segnalazione di una vita di passaggio, incendi nei boschi e nei cuori, fuochi da custodire che bruciano e illuminano.

Il fuoco che ci ha cambiati quando i nostri lontani antenati umani hanno in qualche modo imparato a gestirlo. Anche per l’antropologia è quello il momento in cui natura e cultura si confondono, dopo non è più possibile vederle separate. Il fuoco ha cambiato il nostro corpo, le nostre mascelle, i nostri denti, lo spazio nel nostro cranio, la forma delle nostre tane. 

CONTAMINAZIONI 

In “Un segno di vita” il cantautore ha arricchito le canzoni di suoni e umori presi a diverse parti del mondo, nei brani che lo compongono si percepisce la contaminazione delle letture – diverse, da Roberto Bolaño a Pasolini, passando per Grazia Deledda e Amelia Rosselli – e dei viaggi tra Val D’Aosta, Canarie e deserto che hanno scandito le diverse fasi di scrittura di questo disco.

I SINGOLI 

L’album è stato anticipato da tre tracce: la title track “Un segno di vita”, una preghiera rumorosa dedicata al presente, fatta di strade sconosciute, ma in costruzione; “Illumina tutto” , un brano che vive di umanità ed empatia, il credo di chi parte con tutti i pronostici contro e un fuoco dentro che brucia, ma illumina tutto. Infine, “Fuoco dentro”, arricchito dalla straordinaria presenza di Nada in cui si dona voce alle persone che sopravvivono a tutto.

IL LIBRO 

Per accompagnare l’ascolto del disco, Vasco Brondi ha scritto il “Piccolo manuale di pop impopolare”, pubblicato con l’album nelle edizioni limitate di vinile e CD: un libro di avventure che ruotano attorno alla scrittura e alle registrazioni, tra viaggi, concerti, incontri, riflessioni.

Il libro è un vero e proprio romanzo di formazione ma di un disco, un diario di bordo che raccoglie tutto quello che è esondato dalle canzoni.

INSTORE

Vasco Brondi presenterà il suo nuovo album “Un segno di vita” in occasione di un instore tour che partirà da Milano dove il cantautore dialogherà con Carlotta Sanzogni presso Feltrinelli Piazza Piemonte (15 marzo ore 18.30) e proseguirà a Roma con Sandro Veronesi alla Feltrinelli Via Appia Nuova (16 marzo ore 18.00), Firenze con Simona Baldanzi alla Feltrinelli Piazza della Repubblica (17 marzo ore 16.30), Torino con Max Casacci presso il Circolo dei Lettori (18 marzo ore 21.00), Bologna con Lodo Guenzi presso la Galleria Acquaderni (19 marzo ore 18.00), Verona con Nicolò Vincenzi alla Feltrinelli Via IV Spade (20 marzo ore 18.30) e infine a Ferrara con Martino Gozzi presso la Sala Estense (21 marzo ore 19.00).

IL TOUR 

UN SEGNO DI VITA – LE DATE

5 aprile – LIVORNO @ The Cage  // SOLD OUT
11 aprile – RONCADE @ New Age
12 aprile – BOLOGNA @ Estragon // SOLD OUT
14 aprile – MILANO @ Magazzini Generali // SOLD OUT
16 aprile – ROMA @ Largo Venue // SOLD OUT
17 aprile – ROMA @ Largo Venue // SOLD OUT
18 aprile – NAPOLI @ Duel Club
19 aprile – COSENZA @ Unical
24 aprile – SENIGALLIA @ Mamamia
26 aprile – PERUGIA @ Urban
4 maggio – BOLOGNA @ Estragon
7 maggio – TORINO @ Hiroshima // SOLD OUT
8 maggio – MILANO @ Magazzini Generali // SOLD OUT
9 maggio – MILANO @ Magazzini Generali

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WEB & SOCIAL 

www.vascobrondi.it

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