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Recensione: THE JESUS AND MARY CHAIN – “Glasgow Eyes”

Non penso sia facile per i The Jesus and Mary Chain realizzare un disco e al tempo stesso imbarcarsi in un tour mondiale. 

Sulla bilancia ci sono 40 anni di carriera, la paura di fare operazioni nostalgia troppo cheap e il rischio di eccedere nella sperimentazione portando fuori rotta il loro zoccolo duro di fan.

I due fratelli Jim e William Reid, ormai over sessantenni, questo lo sanno e proprio per questo centellinano le uscite, l’ultimo album risale al 2017 con “Damage and Joy” il disco del loro ritorno dopo la reunion. 

Il risultato di riflessioni, mediazioni e compromessi è appunto questo ‘Glasgow Eyes’, disco registrato presso lo studio dei Mogwai, Castle of Doom, a Glasgow, dove Jim e William si sono già trovati per il precedente album, 

Ci piaceva molto l’idea di un titolo che suggerisse che stavamo tornando a casa, dove tutto è iniziato” dice Jim. “William aveva una copertina che mostrava una faccia con gli occhi stralunati. Questo sembrava perfetta per  il titolo dell’album”.

Non aspettatevi che i Mary Chain diventino jazz” sottolinea poi. “La gente dovrebbe aspettarsi un disco dei Jesus and Mary Chain e questo è certamente ciò che è Glasgow Eyes. 

Dodici tracce coese che rileggono naturalmente il passato ma guardano anche al futuro. Un disco che riflette una maturità stagionata e una raffinatezza musicale. Il loro sound caratteristico è ancora presente, ma ora è intriso di uno spiccato ritmo industriale che incrocia pulsazioni quasi robotiche portando l’album in direzioni inaspettate.

Brani come la traccia di apertura Venal Joy o la successiva American Born mostrano il lato più pesante della band, fatta di elettronica oscura che pulsa attorno a ritmi ripetitivi e esplosioni di riff di chitarra aggressivi. In jamcod, Jim Reid sul un tappeto musicale industriale canta della dipendenza da droga e alcol che un tempo affliggeva la band e che alla fine portò al suo scioglimento, cosi come Discotheque offre un bassone ipnotico super new wave che esalterà i waver più fedeli. 

Altri brani, come The Eagles and The Beatles, canalizzano le classiche vibrazioni dei Mary Chain con un ritmo glam-punk che sembra essere uscito fuori da una registrazione di Joan Jett.

Mediterranean X Film e Silver Strings approfondiscono territori più oscuri, cupi e quasi cinematografici che fanno venire in mentre gli attuali Depeche Mode.
Pure Poor è intriso di un inaspettato spirito lunatico, pieno di chitarre super distorte, mentre Chemical Animal pulsa dell’energia oscura tipica della band.

Second of June sembra avere una reminiscenza alle chitarre alla New Order mentre Girl 71, ricorda nel riff Living After Midnight dei Judas Priest.
Mentre la finale Hey Lou Reid  mi sembra un po’ confusa musicalmente e distaccata dal resto del disco. 

Quello che i Reid sono riusciti a fare in questo disco è avere realizzato un set di nuove canzoni noise pop che si adatterebbero perfettamente al catalogo degli anni ’80 o ’90 della band, ma che al tempo stesso non sembrano datate o tirate fuori dai cassetti. 

“Glasgow Eyes” consolida l’eredità dei Jesus and Mary Chain come influenti pionieri, ma è molto più di un semplice viaggio nostalgico. È una testimonianza della loro capacità di sorprendere, innovare e creare musica che risuona ancora anche in questa fase della loro carriera. 

SCORE TRACCIA PER TRACCIA : Voto 7,50

Venal Joy – Voto 8,00
American Born –  Voto 6,50
Mediterranean X File – Voto 8,00
Jamcod – Voto 8,00
Discotheque – Voto 7,00
Pure Poor-  Voto 6,50
The Eagles and the Beatles –  Voto 7,00
Silver Strings – Voto 7,50
Chemical Animal –   Voto 6,50
Second of June – Voto 6,75
Girl 71 – Voto 6,50
Hey Lou Reid – Voto 6,00

I VOTI DEGLI ALTRI 

Classic Rock: Voto 8,00
Mojo: Voto 8,00
Uncut: Voto 8,00
Pitchfork: Voto 6,50
The Guardian: Voto 6,00

DA ASCOLTARE SUBITO

Venal Joy – Mediterranean X File – Jamcod

DA SKIPPARE SUBITO 

Forse la due tracce finali: Girl 71 e  Hey Lou Reid

TRACKLIST

DISCOGRAFIA 

1985 – Psychocandy
1987 – Darklands
1989 – Automatic
1992 – Honey’s Dead
1994 – Stoned & Dethroned
1998 – Munki
2017 – Damage and Joy
2024 – Glasgow Eyes

VIDEO 

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