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Recensione: VASCO BRONDI – “Un segno di vita” [Traccia per traccia]

“Un segno di vita” è un percorso tra storie quotidiane. Luoghi, persone, situazioni e sensazioni, descritte e cantate da Vasco Brondi attraverso la sua narrazione e la sua musica. 

Un vero proprio viaggio nella forma-canzone, un territorio che Vasco ha voluto affrontare e percorrere alla ricerca dei tanti segni di vita e germogli che ci sono ma che spesso non vengono percepiti e visti sommersi dalle inutilità e dalle contradizioni del nostro essere.

Vasco illumina e scintilla con la sua liricità pensata. Le scene di vita sono ricercate, minuziose, romantiche, parole che prendono forma e con la musica trovano una luminosa sostanza poetica.

Un disco che è alla ricerca della luce, della sostanza, della verità e soprattutto della felicità attraverso i percorsi e i labirinti del quotidiano.

La spinta cantautoriale e letteraria di Vasco trova continuamente traccia nelle sue immagini: incendio delle tue abitudini – Crede in chi grida nei dischi  che c’è vita al di là degli schermi – Un giorno ci toccherà morire ma tutti gli altri giorni no – E che c’è un tempo buono anche per ambire ad un tempo migliore – e tante altre quotes tratte dai testi delle sue canzoni sono il sunto del suo pensiero e della sua ricerca letteraria. 

Musicalmente Vasco ha scelto una serie di amici che sono stati i suoi compagni di viaggio e hanno contribuito con lui alla ricerca del sound giusto: Federico Nardelli, Matteo Cantaluppi e Federico Dragogna, eccellenze nel panorama musicale contemporaneo che hanno valorizzato l’impianto lirico. 

Canzoni fatte di pensieri, di desideri e d’amore, fuochi emozionali da custodire gelosamente che bruciano e illuminano!

TRACCIA PER TRACCIA 

“Illumina tutto”, un credo forse strano che sottolinea il fatto che ognuno può avere un suo credo personale. È la storia di qualcuno che parte con tutti i pronostici contro, ma con un fuoco dentro che brucia e che illumina tutto, anche i tempi più bui.

“Un segno di vita”, una preghiera rumorosa dedicata al presente, ambientata in un paesaggio di bombardamenti e città disastrate per il cambiamento climatico, dove cercare di scoprire i germogli che crescono a Hiroshima dopo la bomba atomica.

“Meccanismi”, brano che fotografa l’attitudine di chi aziona i meccanismi del cuore – le leve che rendono tutto sopportabile – senza timore di mostrare l’intensità della sua voglia di vivere.

“Fuoco dentro”, arricchito dalla straordinaria presenza di Nada in cui racconto e ritmo si uniscono in un incastro perfetto. In questo brano c’è la storia di una donna che sopravvive a tutto, protetta da quel fuoco dentro che brucia più di quello che divampa attorno, una canzone con immagini talmente nitide da sembrare un film.

“Incendio” è un canto liberatorio che sarà il singolo che accompagna l’uscita del disco. Una canzone profonda e immediata allo stesso tempo.

“Fuori città” – che si avvicina alle sonorità all’hip hop – è il racconto di una generazione più giovane di quella di Vasco, e porta dentro traccia di quel’ “apocalisse domestica” vissuta nel periodo del lockdown. Torna, come in “Illumina tutto”, il tema della vita al di là degli schermi e al di là delle città fatte da esseri umani per esseri umani in cerca di qualcosa di più reale e significativo.

“Vista mare”, canzone nata sull’oceano su un’isola dove Vasco vive una parte dell’anno: scritta sul mare e registrata in alta montagna nel rifugio dell’amico scrittore Paolo Cognetti in Val D’Aosta dove, ricostruendo uno studio mobile a 2500 metri d’altezza, sono state registrate quasi la metà delle canzoni del disco.

“Notti luminose” è una canzone in cui l’intimo e l’universale si toccano, una canzone d’amore e di amicizia ma ambientata nel mondo contemporaneo con le sue contraddizioni, l’amore e la guerra, le strade pericolose e le città silenziose. Il contesto storico, sociale e pubblico è sempre presente in queste canzoni anche quando sembrava entrare più nel privato.

“Va’ dove ti esplode il cuore” è una canzone ambientata nella provincia sonica degli anni novanta dove nell’aria si sentiva sempre qualche chitarra elettrica, qualche amplificatore tirato all’inverosimile che fischiava, qualcuno che gridava strane parole d’amore.

“La stagione buona”, una canzone che inizia con dati sull’immigrazione come fosse un telegiornale e poi si conclude con una melodia dolce e un’atmosfera distorta ad accompagnare le parole con cui il cantautore conclude questo viaggio musicale: «Dammi il coraggio di sorridere di un sogno se non si può esaudire».

SCORE TRACCIA PER TRACCIA : Voto 7,50

Illumina tutto – Voto 7,00
Un segno di vita – Voto 7,00
Meccanismi – Voto 7,00
Fuoco dentro (con Nada) – Voto 7,50
Incendio – Voto 7,50
Fuori città – Voto 7,25
Vista mare – Voto 7,25
Notti luminose Voto 7,50
Va’ dove ti esplode il cuore –   Voto 7,00
La stagione buona – Voto 7,50

DA ASCOLTARE SUBITO

Illumina tutto – Fuoco dentro – Incendio

DA SKIPPARE SUBITO 

Impossibile skippare qualcosa. Un tutt’uno da ascoltare e leggere 

TRACKLIST

DISCOGRAFIA 

2021 – Paesaggio dopo la battaglia
2024 – Un segno di vita

VIDEO 

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