PF Infinity: quando il suono dei Pink Floyd finisce davvero sotto le dita

128 performance per Korg KRONOS e NAUTILUS, nate da anni di ascolto, palco, programmazione e una certa dose di sana ossessione.

Ci sono suoni che non hanno bisogno di spiegazioni.

Basta un accordo, un pad che si apre lentamente, un organo nel punto giusto e in mezzo secondo sei già lì.

Dentro i Pink Floyd.

In occasione dell’uscita di PF Infinity – Pink Floyd Anthology V3, il nuovo sound pack Synthcloud per Korg KRONOS e NAUTILUS, ho fatto due chiacchiere con Alex Di Donna, tastierista e programmer del nostro team.

Io sono Sabrina Schinaia, Content Manager di Synthcloud, e la domanda da cui sono partita era piuttosto semplice:

come si fa a mettere decenni di Pink Floyd dentro 128 configurazioni pronte da suonare senza ridurre tutto alla solita cartella piena di preset?

La risposta, a quanto pare, comincia da un Sol minore.

Tutto è iniziato da lì

«Per me è cominciato con Shine On You Crazy Diamond. Quel Sol minore, quell’atmosfera… volevo capire perché funzionasse così bene.»

E Alex, evidentemente, non è il tipo che ascolta un suono e passa oltre.

Lo smonta.

Lo studia.

Lo confronta.

Poi probabilmente lo risuona altre cinquanta volte.

Ed è esattamente questa attenzione quasi maniacale che, anni dopo, è finita dentro PF Infinity.

Perché il punto non era fare “un bel pad alla Pink Floyd”.

Il punto era capire come quei suoni vivono davvero dentro i brani.

Farfisa, Hammond e Leslie, Rhodes, pianoforti, archi, sequenze, lead analogici, pad, effetti, texture elettroniche: ogni elemento ha senso solo se funziona nel contesto giusto.

128 preset? Non proprio.

Questa è forse la cosa più importante da capire.

PF Infinity non nasce come una collezione da sfogliare con la rotella e dire: “carino questo”.

Nasce per essere suonata.

Le 128 Combination/Performance sono costruite attorno ai brani e comprendono split, layer, lead, sample, effetti e configurazioni già organizzate per il repertorio.

Tradotto: meno tempo a programmare prima delle prove, più tempo a fare musica.

Il pack attraversa praticamente tutta la storia dei Pink Floyd, dai primi anni più psichedelici fino ai grandi classici, con setup dedicati a brani come Echoes, Breathe, Time, Us and Them, Shine On You Crazy Diamond, Welcome to the Machine, Dogs, Another Brick in the Wall, Comfortably Numb, Run Like Hell, Sorrow, Marooned e molti altri.

E naturalmente si arriva a Richard Wright

Prima o poi, parlando di tastiere e Pink Floyd, il nome salta fuori.

«Wright non era soltanto il suono giusto», mi racconta Alex. «Era il modo in cui sceglieva gli accordi, distribuiva le note e lasciava spazio agli altri strumenti.»

Ed è una distinzione importante.

Puoi anche avere il preset corretto.

Ma se il voicing non funziona, se la dinamica è sbagliata, se l’effetto è fuori posto o se la tastiera è organizzata male, quel suono non ti porta davvero da nessuna parte.

Il timbro conta.

Ma conta anche come lo suoni e dove lo metti.

Da Endless a Infinity

PF Infinity raccoglie anche tutto quello che Alex ha imparato dopo Endless, il suo precedente progetto dedicato ai Pink Floyd.

Sono passati più di dieci anni.

Nel frattempo quei suoni sono stati riascoltati, risuonati, corretti, raffinati e, in alcuni casi, completamente rifatti.

«A volte il suono era già buono, ma sentivo che mancava qualcosa. E allora tornavo indietro.»

Chi programma suoni lo sa: il problema è che un suono, tecnicamente, non è mai davvero finito.

A un certo punto bisogna solo decidere che sì, forse è il caso di smettere di spostare quel filtro di mezzo millimetro.

Un rig Pink Floyd dentro KRONOS e NAUTILUS

Ed è qui che PF Infinity prende una forma un po’ diversa dalla classica sound bank.

Più che una raccolta di timbri, è un keyboard rig già organizzato dentro la workstation.

Le configurazioni sono pensate per chi suona in una tribute band, per chi studia questo repertorio o per chi vuole semplicemente avere a disposizione, sotto le dita, una grossa fetta del mondo sonoro dei Pink Floyd.

Alla fine ho chiesto ad Alex quanto ci fosse di personale dentro questo progetto.

La risposta è stata molto più breve di tutte le altre.

«Tutto.»

E in fondo è probabilmente questa la chiave del pack.

PF Infinity non nasce dall’idea di fare dei suoni “simili ai Pink Floyd”.

Nasce da anni passati a chiedersi perché quel famoso Sol minore continui ancora oggi a funzionare così bene.

E soprattutto da una domanda molto più pratica, che ogni tastierista conosce perfettamente:

“Ok, bellissimo. Ma adesso come faccio ad averlo sotto le dita?”

Con PF Infinity, la risposta è già pronta.

Scegli la versione per KRONOS o NAUTILUS e scopri PF Infinity su Synthcloud.

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