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Korg Nautilus, all’interno del sottomarino…

di Benedetto Schiavone

All’interno del Korg Nautilus Come è noto, il Korg Nautilus è una versione ridotta per caratteristiche fisiche (meno controlli, tastiera senza aftertouch,…) di Korg Kronos che, a meno di scorte, non è più in vendita. Se da un lato si può acquistare Nautilus ad un prezzo più basso (la versione a 61 tasti costa attorno ai 1800 EU rispetto ai circa 2600 EU con cui si trovava l’analogo modello di Kronos), di contro rimangono tutti i limiti ben noti della ex ammiraglia che ricordiamo è stata messo in commercio ben 11 anni fa: tempi di caricamenti all’accenzione elevati (più di 2 minuti), limite della RAM (4 Gbyte) e dimensione ridotta dello storage interno che in Nautilus è pari a 64 GByte, più di metà già occupati. Il cuore della sintesi di Nautilus è la scheda madre di tipo industriale (dissipazione passiva senza ventole) ASRock industrial IMB-140D Plus che ospita il ben noto Atom D2550 (la vecchissima CPU dual core a 32 bit , lanciata 10 anni fa, marzo 2012, e presente in Kronos 2). La novità, principale rispetto alla scheda made utilizzata da Kronos è che l’HD SSD è un MiniSATA (in Kronos si aveva un SATA3) e che la dissipazione della CPU è passiva, con un dissipatore al posto di una ventola. Vedi foto.

E’ possibile sostituire tale SSD con uno più capiente (ad esempio 256 Gbyte), ma occorre aprire Nautilus, staccare l’SSD, clonarlo tramite PC Linux, espandere la partizione del nuovo SSD da 64 a quella del disco acquistato ( es. 256) e ricollegare il tutto. L’operazione è fattibile, ma per ovvi motivi annulla la garanzia e prevede discrete conoscenze informatiche. Qualche mia personale riflessione. La prima è che il progetto Nautilus nasce di fatto per non durare molto e per non avere grosse prospettive di sviluppo: la scheda madre, come facilmente verificabile ( vedi foto) è in END of Life, anche perchè la CPU Intel Atom di marzo 2012 è fuori produzione da tantissimo.

foto

Korg avrà ovviamente le sue scorte, ma parliamo di un synth con la tecnologia del 2010 e venduto nel 2022. La seconda osservazione è che, se l’ipotetico successore di Xronos avesse sempre una scheda madre analoga a quella vista, si aprirebbero sviluppi molto interessanti, nel momento in cui, sempre con dissipazione passiva, il naturale successore della scheda madre usata da Nautilus è l’ IMB-1003 che ospita ad esempio la CPU Intel J6426, QuadCore, Max Speed Up to 3.0GHz, 10W) RAM fino a 32 GByte e, direi finalmente, SSD M.2 PCIe. In tal caso parliamo di SSD, 10-20 volte più veloci e CPU 4 core 64 bit certamente di un ordine di grandezza più performanti di quelle usate dal Nautilus: Motori PCM con polifonie di 1000 e più voci e modelli di sintesi più sofisticati (vedi ad esempio quelli di WaveState e ModWave), girerebbero senza grossi problemi. Vedremo. Nel frattempo chi ha modo o voglia, può godersi il Nautilus.

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